Programma

della coalizione di centro sinistra che promuove la candidatura di Andrea Sisti a Sindaco di Spoleto

Andrea Sisti

Spoleto, Città della Cultura della Sostenibilità

Il Futuro, Valore Comune

Spoleto, Città della Cultura della sostenibilità: significa far diventare Spoleto un hub della sostenibilità centrale all’interno della rete delle città europee. Il Valore come denominatore comune.

❖ La Nostra Visione

In un momento così difficile dal punto di vista economico, sociale e politico per la città, in cui il comune denominatore sembra essere la dispersione e la frammentazione, le forze riformiste che si riconoscono nei valori dell’egualitarismo, delle pari opportunità, dell’antifascismo, del rispetto dei diritti e doveri civili, dell’ambientalismo e della partecipazione attiva alla gestione della cosa pubblica hanno sentito il bisogno di unirsi per avviare un nuovo processo di sviluppo economico sostenibile e di crescita civile della città di Spoleto.

La politica, più che arte del possibile, può essere proiezione verso un futuro possibile; è buona politica quella che esce dai ristretti luoghi del potere, rimette i cittadini al centro e consente loro di decidere in modo informato e responsabile, con la consapevolezza che i diritti non sono separabili dai doveri di cittadinanza.

E’ necessario ripartire dai territori per riorganizzare il sistema istituzionale, la programmazione economica, la pianificazione territoriale, le politiche di bilancio e l’impegno della società civile; si comincia dal basso e dall’idea del Rovescio della piramide.  

Ogni persona, singola o associata, è una risorsa con cui vogliamo collaborare.Volontà prioritaria è quella di collaborare e dialogare con tutti gli attori, le varie identità e anime politiche e civiche spoletine che condividono i nostri valori e che vogliono costituire un’alternativa alla politica che ha portato Spoleto all’isolamento sociale, economico e culturale, causandone la degenerazione, il decremento demografico e il decadimento attuale. Lo vogliamo fare proponendo una visione progettuale integrata per i prossimi dieci anni, di ampio respiro, per mezzo di donne e uomini che con competenza, responsabilità e amore per il territorio hanno voglia di mettersi a disposizione della causa con dedizione. Senza dimenticare le problematiche che richiedono soluzioni immediate attraverso la riorganizzazione dei servizi e lotta agli sprechi. Spoleto deve essere luogo di sperimentazione per i diversi processi produttivi di transizione ecologica e di valorizzazione paesaggistica dei particolari siti del territorio.

Va nutrita l’ambizione di far uscire dall’isolamento Spoleto e farlo diventare luogo attrattore di fondi del Recovery Fund e della nuova programmazione comunitaria, favorendo l’insediamento di nuove attività nei diversi luoghi produttivi da riqualificare, nelle frazioni da riabitare e nell’acropoli come centro di attrazione internazionale. Va ricucito, o meglio rammendato il legame tra centro e periferie e vanno ripensate politiche che agiscano in maniera integrata: insieme ai bisogni sociali e sanitari, che devono portare alla riorganizzazione e rilancio dell’Ospedale con funzioni di ricerca e cura dei nuovi fabbisogni post covid19, va rilanciato un progetto strategico per gli spoletini, che hanno bisogno di sostegni non solo economici, ma di socialità e speranza e quindi nuove certezze. Ciò significa far diventare Spoleto un hub della sostenibilità che assume una centralità all’interno della rete delle città europee.

Un’Amministrazione che nasce per essere il compagno di viaggio di un nuovo futuro da percorrere insieme. La parola chiave è “Opportunità” attraverso progetti legati al PNRR, all’Area Cratere (terremoto 2016), alla Zona economica speciale (ZES), al Giubileo 2025 e a tutte le fonti di finanziamento europee, nazionali e regionali. In quest’ottica la revisione della spesa e delle entrate del Bilancio Comunale in un’ottica di equità, trasparenza e costruzione del valore delle persone.  

Le nostre parole chiavi per realizzare i nostri obiettivi:

#Transizioneenergetica, #Transizionedigitale,  #Economiacircolare, #Ambiente&Sostenibilità, #Rifiutizero, #Innovazione, #Fiscalità;,#Dirittoallasalute, #Giovani, #SportBenesseresocialità, #Lavoro, #Impresa, #Infrastrutture, #Cultura, #Turismo, #Legalità, #Uguaglianza, #Dialogoterritoriale, #Paritàdigenere, #Lottaall’omofobia, #Rispetto, #Sicurezza, #Associazioni, #Trasparenza, #Equità; #Valore

  • Cultura e Turismo, Spoleto e il suo territorio in Europa e nel Mondo.

La storia, la cultura e la vocazione turistica cittadina non possono e non devono essere trascurate e lasciate a loro stesse, piuttosto hanno bisogno di una “messa a regime” che tenga conto della evoluzione che anche questo comparto ha subìto e subirà; c’è bisogno della costituzione di clusters artistico/culturali che coinvolgano gli attori storici esistenti (Festival dei Due Mondi, Teatro Lirico Sperimentale, Centro Studi sull’Alto Medioevo), e di clusters turistici che coinvolgano le associazioni di categoria ed il mondo imprenditoriale, per accompagnare e sostenere l’amministrazione cittadina nella progettualità futura, dove si possa tener conto della possibilità realizzabile di iniziative (festival) che promuovano concetti di comunità, città e territori dall’elevato tasso di sostenibilità ambientale. Il nostro ecosistema, il nostro paesaggio, la nostra geolocalizzazione e le infrastrutture esistenti già faciliterebbero iniziative di questo tipo: si veda ad esempio lo sviluppo dello slow tourism che troverebbe “strutture naturali” a disposizione come il Bike & Trek district della Spoleto-Norcia, la Spoleto-Assisi, il Martani Trekking o la Montagna Spoletina a partire da MonteLuco il quale necessita di un serio rilancio che renda dignità alla sua bellezza.

  • Sanità di prossimità e welfare di comunità, Spoleto per la persona

Il ripristino della piena operatività del nostro Ospedale per noi è essenziale ma è solo un punto di partenza e non un traguardo. In virtù della localizzazione geografica e considerando la città come “porta e sbocco” dell’area appenninica meridionale della regione, non possiamo più permettere alcuna mancanza di considerazione, zero investimenti ed il non ripristino di reparti fondamentali. A questo va però affiancato un serio intervento che punti allo sviluppo della ricerca e dellenuove tecnologie che di sicuro cambieranno scenari e modalità di approccio alla sanità pubblica. Spoleto può e deve essere un Comune nel quale attuare concretamente nel suo vasto territorio la sanità di prossimità.

La pandemia ci ha consegnato una grande fragilità della medicina e della sanità territoriale. Abbiamo bisogno che gli spoletini riscoprano un servizio sanitario pubblico vicino alle loro esigenze, in grado di dare risposte articolate che puntino il più possibile alla prevenzione, alla tutela della salute e al benessere delle persone, soprattutto i più anziani, alla luce dell’invecchiamento della nostra popolazione e dell’aumento della cronicità. Va rafforzata in questa direzione l’assistenza domiciliare, istituiti nuovi presidi come le “Case della Salute”, valorizzando i medici di medicina generale, i pediatri, l’assistenza di base, la rete dei farmacisti, la cooperazione sociale. Dobbiamo costruire per Spoleto una rete efficace di servizi sanitari territoriali che, in sinergia con un Ospedale rafforzato nelle sue funzioni specialistiche, e grazie anche a sistemi innovativi quali la telemedicina e la teleasisstenza, permetta agli spoletini di non sentirsi soli e di non doversi andare a curare altrove o a pagamento.

Serve riavviare una grande stagione di progettazione sociale, coinvolgendo le forze più vive del territorio, per ripensare i servizi sociali rivolti ad anziani, disabili, minori, persone con fragilità. Vogliamo una società che non lasci indietro nessuno ma che superi l’ottica assistenzialista che si è tradotta in servizi affidati in appalto, spesso non monitorati, che di anno in anno sono stati ridotti anche sul piano economico senza alcuna visione innovativa.

  • Infrastrutture viarie, energetiche e digitali, Spoleto connessa al futuro presente:

Spoleto non merita il perpetrarsi dell’isolamento in cui si ritrova ancora oggi: le infrastrutture viarie costituiscono il volano per lo sviluppo economico, sociale e turistico. Un’amministrazione comunale ha il dovere di incentivare e promuovere progetti sostenibili e fattibili che permettano un rilancio in questo senso. L’accelerazione del Raddoppio ferroviario Roma – Ancona, la Galleria Spoleto –

Acquasparta e la valorizzazione della Somma come viabilità turistica (potenziandone gli eventi sportivi), determinerebbero dei vantaggi non solo per la città ma per l’intera Regione, integrandosi con il famoso “nodino” di Perugia. Spoleto Digitale è un assioma: una città culturale senza digitale non è una città fruibile. L’investimento del PNRR sulla città diventa pilota, per il solo fatto che sperimentare le nuove tecnologie della comunicazione a Spoleto significa avere una visibilità internazionale. La rete  delle città internazionali della sostenibilità è la strategia centrale della comunicazione. Le diverse forme d’arte e professione ne completano lo schema.

Spoleto Energetica è una sfida di come la transizione energetica cambierà le funzione della città ed il suo assetto organizzativo. Da subito dobbiamo pensare a come accogliere la mobilità elettrica, le case domotiche e quindi le infratrutture energetiche non in contrapposizione con l’ambiente ed il paesaggio.

Dai prodotti del territorio, un altro starter culturale per Spoleto:

Del sistema agroalimentare ed agricolo del nostro territorio (ben 354 kmq) il 42 % è bosco (tanta Co2 catturata), il 10 % infrastrutture e abitato e il restante 48% è territorio agricolo, contenente tantissima biodiversità. In viaggio per le campagne spoletine si incontrano i territori di pianura, dove un’antica Istituzione, il Consorzio della Bonificazione Umbra, da oltre cento anni cura l’ambiente e lo rende fruibile, a partire dalla risorsa più importante, l’acqua, e dalla Bellissima pista ciclabile che arriva fino all’aeroporto di San Francesco e si collega con le varie frazioni e comuni confinanti: Castel Ritaldi, Campello sul Clitunno, Trevi, ecc.

Lungo il viaggio incontriamo itinerari che fanno scoprire realtà agricole che rappresentano eccellenze, dalle produzioni ortive alla lenticchia, al grano senatore cappelli all’orzo da birra; a residui di piantate che raccontano la storia del Trebbiano Spoletino, e non solo. Un tessuto su cui infrastrutturare una rete di market aziendali di prodotti della sostenibilità, un Farm to Fork di grande qualità. Dalla pianura se ci si sposta verso le colline spoletine incontriamo la fascia culturale del Paesaggio olivato Spoleto – Assisi, già Paesaggio Rurale storico iscritto nel registro nazionale del MIPAAF e dei paesaggi della FAO GIAHS, oggi candidato come patrimonio dell’Umanità nel registro UNESCO. L’olio extra vergine d’oliva, DOP Umbria, costituisce non solo un prodotto alimentare, ma un’economia di indotto: l’oleoturismo infatti è in grado di rigenerare i paesi frazionali e le comunità, valorizzando un prodotto che oggi caratterizza un intero territorio, rilanciato dall’unione dei sei Comuni che hanno promosso un percorso comune. In questo contesto va rilanciata una nuova funzione per l’ex Istituto Sperimentale per l’Olivicoltura, oggi CREA, in centro Internazionale della Cultura dell’Olio sostenibile.

Continuando il viaggio incontriamo territori più dolci, ma forti, come la “roccia Caciolfa” da cui veniva estratta la pietra marnosa con cui sono state costruite gran parte dei palazzi del centro storico. Colline argillose marnose, dove si estende una frammistione di olivi e vite, come quella da cui prende il nome, il Trebbiano Spoletino, recuperato ed in corso di valorizzazione, un marchio che distingue una DOC, lo Spoleto DOC, fatto solo di bianco. Una scelta strategica che oggi viene riconosciuta ed apprezzata, tanto che dopo anni di incomprensioni Spoleto si è gemellato con la DOC Montefalco, per creare un connubio indissolubile. Nel lembo verso Terni e la Valnerina incontriamo Pompagnano, Montebibico, Acqualacastagna e Vallocchia Borgiano che contiene una grande perla, i Marroni Spoletini. I castagneti in questi territori ne conformano il paesaggio e l’economia. E poi il Tartufo, il fungo ipogeo per eccellenza, che, come dice l’Associazione Fontana, prende radice a Spoleto, per storia e tradizione ma soprattutto per

Cultura. Occorre rilanciare l’importante stagione congressistica internazionale degli anni 80/90, quella dei Congressi sull’Olio, sul Tartufo, sul Castagno che hanno condizionato molte delle storie delle politiche agricole e del cibo degli ultimi venti anni.

Il grande patrimonio eno-gastronomico-rurale spoletino, unico a livello regionale, deve poter essere valorizzato sul piano economico e produttivo, sostenendo agricoltori, aziende e comunità nel potenziamento di reti e filiere, nell’integrazione, nella promozione di politiche locali integrate che siano in grado di valorizzare i “tesori spoletini” sul piano turistico e culturale.

Noi vogliamo portare Spoleto in Europa e nel Mondo, e oggi grazie alle tante opportunità offerte dai fondi della programmazione europea, servono amministratori e una macchina comunale autorevoli a livello nazionale ed europeo, capaci di progettare, di proporre idee innovative, di coinvolgere il territorio e le aziende, che non si limitino più a rivendicare ruoli o addossare sempre la colpa “agli altri” del declino economico territoriale, ma che si attivino per attrarre investimenti e risorse dedicate.

Fare manutenzione, Valorizzare e Promuovere. Tutto il territorio E’ Spoleto.

Le frazioni e le diverse comunità spoletine costituiscono in diversi casi dei veri e propri centri abitati nel senso quantitativo ma non in quello qualitativo. In molte altre aree territoriali invece l’abbandono regna sovrano. Bisogna ridisegnare la strategia dei luoghi, assegnargli una funzionee degli obiettivi nella visione generale della Città. Spoleto è l’insieme dei suoi luoghi che, anche grazie alle reti digitali, non deve essere un’area frammentata ma unita: le frazioni non possono essere luoghi dormitorio ma parte della Comunità di Territorio. Promuovere e valorizzare significa intervenire sulla qualità della vita, sulla presenza di servizi territoriali, sulle dotazioni infrastrutturali e tecnologiche con cui connettere frazioni e borghi alle grandi città. Valori che le future generazioni terranno sempre più da conto nel giudizio dell’appetibilità sociale e culturale che il luogo che si vuole chiamare CASA deve avere. Connessioni e cablaggi che favoriscano la New Economy, promuovano nuove professioni e nuove modalità di svolgimento del lavoro devono essere priorità imprescindibili. Va promosso e realizzato un vero progetto sostenibile per i giovani, un luogo dove gli anziani mantengano la memoria, una nuova comunità.

Europa, imprese, comuni del territorio, Spoleto e i giovani motore dell’economia locale

Le amministrazioni comunali, oggi più che nel passato, hanno pochi strumenti “diretti” per incidere sullo sviluppo economico di un territorio. Certamente bisogna puntare ad un fisco cittadino e a tributi a misura di famiglie in difficoltà e a favore delle imprese e dei nuovi insediamenti produttivi. Sono interventi necessari ma non sufficienti. Occorre una VISIONE lungimirante e una tenace volontà di lavorare insieme alle aziende, ai Comuni del comprensorio dello Spoletino e della Valnerina, al Governo regionale e Nazionale. Occorre mettere i giovani al centro del lavoro, fermare l’emigrazione di tanti ragazzi spoletini verso altre città umbre ed altre regioni. E’ una sfida difficile ma non impossibile. Spoleto deve essere promotore disponibile dell’intero territorio della Valle Spoletana e della Valnerina nella costruzione di reti e filiere d’impresa e di sviluppo. Un lavoro faticoso ma unico per mettere a leva le opportunità della prossima programmazione europea e gli ingenti finanziamenti che saranno assegnati alla nostra regione con il PNRR. Promuovere partenariati di rete e sinergia fra imprese e enti locali è la chiave di volta per moltiplicare sviluppo e ripresa economica.

Nessun uomo è un’isola, Spoleto CON le associazioni.

La pandemia ha fatto riscoprire agli italiani e anche alla nostra comunità la grande forza del volontariato, dell’associazionismo, della cooperazione sociale, le energie migliori della nostra società. Questo patrimonio va valorizzato ed amplificato. Occorre un’Amministrazione Comunale che si impegni non PER il Terzo Settore ma CON il Terzo Settore, per progettare insieme la Spoleto del 2030. Il grandissimo patrimonio presente a Spoleto, rappresentato da una rete unica e preziosa in ogni campo, culturale, sociale, sportivo, ricreativo, assistenziale può trasformarsi nel più grande bacino di investimento per ripensare una comunità accogliente, inclusiva, partecipata, che si diverte, che non lascia indietro nessuno. Non bastano più deleghe ad hoc ad assessori o l’istituzione di forum permanenti per le associazioni. Sono risposte necessarie ma non sufficienti. La Riforma del Terzo Settore a livello nazionale apre a grandi possibilità: dalla gestione di beni comuni alla coprogettazione di spazi, luoghi e servizi, dalla valorizzazione di beni immobili in disuso alla sperimentazione di strumenti innovativi (quali housing sociale, comunità energetiche, servizi sociali di quartiere, etc). Serve un’Amministrazione che si apra all’idea che la funzione pubblica non è svolta solo dal Comune ma anche dai cittadini e dalle forme associative che possono promuovere per rispondere autonomamente ai lori bisogni.

 Il nostro percorso di partecipazione per costruire il nostro futuro.

Il nostro Progetto di governo lo costruiamo con I cittadini, a partire dalla campagna elettorale, nelle diverse comunità dal Centro storico alle frazioni, dalle associazioni di categoria produttive alle associazioni ambientaliste ed agricole. Dal mondo della Scuola al mondo del sociale, dalle associazioni sportive alle associazioni culturali. Questo documento è un working progress, un contenitore che rappresenta la base per una discussion dove ogni paragrafo sarà sviluppato in schede puntuali nelle quali disegneremo la nostra città del Futuro, una città di Valore Internazionale.

Non vogliamo che di Spoleto rimanga solo memoria di un “Gran Ducato” dal grande passato. Occorre una visione di governo e sviluppo sostenibile per un futuro all’altezza della sua storia e noi ne saremo all’altezza.